21 - Set - 2017
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 VITAMINA C A DIFESA DELLA SALUTE DELLE GENGIVE.

Due pompelmi al giorno sembrano ridurre l’infiammazione gengivale.

Di Debora Bellinzani

 

La malattia parodontale ha un “nemico” molto più agguerrito di quanto finora creduto: la VITAMINA C.

Uno studio tedesco pubblicato dal British Dental Journal è riuscito a quantificare l’azione antinfiammatoria della vitamina C; esiste una relazione diretta tra quantità di vitamina C ingerita e beneficio su gengive e tessuti orali.

“Già ricerche precedenti avevano evidenziato la relazione tra vitamina C e malattia parodontale e proprio per questa abbiamo voluto indagare” dice Bernd Sigush, ricercatore del dipartimento di odontoiatria conservativa dell’Università Friedrich Schiller di Jena, in Germenia.

Per valutare le proprietà della vitamina C, gli studiosi hanno chiesto a 80 pazienti, di cui 55 affetti da malattia parodontale, di mangiare due pompelmi al giorno per 2 settimane. I bassi livelli di vitamina C iniziali nel plasma, particolarmente in quelli con malattia parodontale e nei fumatori, sono aumentati sensibilmente nelle due settimane, parallelamente a questo aumento i pazienti hanno mostrato una notevole diminuzione dell’infiammazione gengivale iniziale rispetto al gruppo di controllo che non ha mangiato i pompelmi.

Le proprietà  della vitamina C conosciute sono quelle antiossidanti, il ruolo nella cicatrizzazione delle ferite e nei processi immunologici come la fagocitosi. “La prova che i frutti ricchi di vitamina C come i pompelmi e agrumi in generale sono in grado di ridurre lo stato infiammatorio, apre una possibilità di cure collaterali molto importante”  ha commentato Annerose Brutta, direttore del Collaboration Center of Oral Diseases, istituto che fa capo all’OMS ( Organizzazione Mondiale della Sanita’). “Molti casi di malattia  parodontale si dimostrano resistenti nel tempo alla maggior parte delle terapie e qualsiasi cura ausiliare è di grande aiuto alla salute e al morale dei pazienti.

Gli aspetti negativi  evidenziati sono invece il fatto che la vitamina C agisce solo sull’infiammazione dei tessuti e non su altre peculiarità della malattia, come la profondità delle tasche, e che l’ingestione di frutti acidi nel tempo può erodere lo smalto dei denti. In questo caso può rivelarsi utile  condurre studi su l’ingestione di vitamina C con alimenti tipo le verdure verdi che non contengono sostanze acide dannose per lo smalto dei denti.

_Dal Giornale dell’Odontoiatra_

 
 SOFT DRINK MA CON CANNUCCIA

Le bibite gassate fanno male allo smalto dei denti, danni che possono essere contenuti utilizzando attentamente la cannuccia posandola  indietro nel cavo orale ed evitando il più possibile il contatto tra il liquido e i denti.
A indicare il corretto uso della cannuccia è uno studio pubblicato su General Dentistry che ricorda come le bibite, a causa degli acidi che contengono e che attaccano lo smalto, contribuiscono all'insorgenza di carie anche se ci si lava i denti dopo aver bevuto.
Le conclusioni degli studiosi sono state che la strategia di suzione e deglutizione della bibita sia un elemento chiave nello sviluppo della carie, anche se i risultati migliori si ottengono bevendo solo acqua.

"General Dentistry"        

 
 NON TUTTI GLI SNACK NUOCIONO ALLA SALUTE

"Scoperte le proprietà anticariogene dell'uva passa" Di Debora Belli

La scorsa estate un gruppo di ricercatori statunitensi ha aggiunto un postulato importante al valore nutritivo della frutta: gli snack in vendita se contengono uva passa, sono in grado di ostacolare la formazione della carie.
Com'è possibile? Ciò è dovuto alle proprietà microbiologiche dell'uva, risponde Christine Wu, ricercatrice presso il college of Dentistry della University of Illinois di Chicago. Gli studi dimostrano che l'acido deanoico e altre sostanze che costituiscono l'uva passa inibiscono la proliferazione di due tipi di batteri: lo steptococcus mutans, una delle principali cause della formazione delle lesioni cariose, e il porphyromoras gingivalis, presente nei casi di malattia parodontale.
Il pregiudizio è vero solo quando lo snack contenente uva passa contiene anche zucchero aggiunto poichè rende l'alimento dannoso per le superfici dentali; l'uva passa di per sè, invece, contiene zuccheri come il fruttosio e il glucosio che rendono l'ambiente orale meno acido.

"Dal Giornale dell'Odontoiatra"          

 
 LAVARSI I DENTI FA DIMAGRIRE

Secondo uno studio dell'università di Jikeidi Tokio, riportato dall'agenzia "Reuters" per dimagrire basta lavarsi frequentemente i denti. Coloro che si lavano i denti dopo ogni pasto risulterebbero più magri al contrario di chi non lo fà. La ricerca ha preso in considerazione le abitudini di vita (mangiare, bere, lavoro, esercizio fisico...) ma quasi sicuramente lavarsi i denti non è un esercizio dimagrante, ma piuttosto è un indice di cura della propria persona e della propria saluta.

_Reuters_

 
 CHI HA PROBLEMI DI ALITOSI E' ODIATO DAI COLLEGHI

Un sorriso radioso e denti puliti e sani, secondo l'agenzia di stampa "adnkronos salute" sono le caratteristiche più ricercate nella bocca di colleghi e capi, mentre l'alitosi rende il compagno di scrivania insopportabile.
Questo è quanto emerge da un'indagine realizzata da Astra Demoskopea su iniziativa del centro studi "Listerine" sull'igiene orale in Italia e sulla sua importanza nei diversi settori della vita sociale.
I più "attenti" sarebbero coloro che mirano ad un avanzamento professionale, a conferma che l'igiene orale  è un'arma indispensabile al pari della capacità di lesdership. 

_Adnkronos salute_

 
 L'ALITOSI

Diffusa, ma quanto?
L'incidenza di questo problema non è facile da quantificare, ma si pensa che la maggior parte delle persone adulte ne soffra, almeno sporadicamente.
E' un problema importante dal punto di vista socioeconomico; richiede visite specialistiche odontoiatriche, maggior consumo di dentifrici, spazzolini fino ad arrivare alle caramelle. In più c'è l'aspetto psicologico che spinge chi è afflitto da questo problema ad avere difficoltà a relazionarsi con gli altri.

Le cause
L'eziologia del disturbo può essere di due tipi:
ORALE (85%): presenza di batteri sulla lingua che producono sostanze contenenti zolfo, scarsa igiene orale, gengiviti, parodontiti e protesi totali non adeguate!
NON ORALI: assunzione di alcuni alimenti, fumo, patologie generali o delle vie respiratorie.
Il dentista è fondamentale per la diagnosi ed il trattamento, perchè è lui che determina se il disturbo è di origine orale o meno. Nel caso in cui l'alitosi sia di origine orale si dovrà ridurre la carica batterica con un'accurata igiene PROFESSIONALE e QUOTIDIANA COSTANTE con l'ausilio di colluttori specifici contenenti agenti antibatterici.
E' stato recentemente presentato DENTORAL, sistema bi-fasico, olio-acqua, con 2 agenti antibatterici per contrastare l'alitosi grazie all'igiene orale. L'alitosi viene controllata fino a 18 ore e protegge dai disturbi gengivali.
FASE AZZURRA: triclosan
FASE VARDE: cloruro di cetilpiridinio
Agitando prima dell'uso le due sostanze formano un'emulsione olio-acqua che facilita l'allontanamento dei batteri con lo sciacquo mediante un'azione antibatterica.

 

_Dal "Giornale dell'Odontoiatra"_

 


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