Comunicazioni scientifiche dell'Università del Michigan (USA), dell'Università di Turku (Finlandia), dall'Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" di Milano e studi pubblicati nell'aprile 2003 sul British Dental Journal, indicano che un dolcificante presente nella gomma da masticare, lo XILITOLO, può rappresentare non solo un rimedio contro l'azione corrosiva degli acidi generati dalla ingestione di carboidrati, ma anche un'efficace azione preventiva contro l'insorgenza della carie.
Il ruolo anticarie della gomma da masticare è legato alla presenza di questo dolcificante (edulcorante) in percentuale maggiore o uguale al 15%; lo Xilitolo è un dolcificante ottenuto da risorse naturali come il legno di Betulla.
Lo XILITOLO secondo numerosi studi clinici, riduce l'insorgenza della carie dal 30 fino all'85%, e per questo motivo, nelle razioni degli eserciti Finlandese e degli Stati Uniti d'America sono state inserite le Gomme da masticare contenenti Xilitolo!
In conclusione, è innegabile che i migliori amici dei denti rimangono spazzolino, filo interdentale e dentifricio, ma dopo i pasti fuori casa o dopo uno snack specie se dolce, la gomma allo xilitolo è una buona alternativa perchè è antibatterica, deterge i denti e stimola la produzione di saliva che contrasta la produzione degli acidi, aggressori dello smalto.
Chewing gum nel rancio della truppa
A sperimentare gli effetti dello Xilitolo sono stati alcuni soldati della Terza divisione di fanteria dell'esercito USA, inviati per sei mesi in Iraq. Al rientro in patria -dimostra uno studio condotto in Gennaio e presentato anche in Italia- l'incidenza di carie si era ridotta di oltre 2,5 volte. Da qui l'idea di inserire nei kit-pasto delle truppe anche una confezione di gomme da masticare. "Proprio per le abitudini di vita cui sono costretti - spiega infatti nel lancio di agenzia il maggiore USA Georgia de la Cruz, ufficiale dello staff di Salute Dentale Pubblica - i soldati hanno un rischio di carie maggiore..."
Agenzia ADN Kronos
La storia del chewing gum
Già gli antichi greci amavano masticare una resina derivata dall'albero del mastice (lentisco). Nello stesso periodo gli indiani dell'America centrale masticavano il "chicle", una resina coagulata dall'albero della sapotilla, sostanza naturale che quasi 2000 anni dopo sarebbe diventata uno degli ingredienti primari del chewing gum. Quando i primi europei arrivarono in America trovarono i pellirossa che ruminavano una resina derivata dall'abete rosso ("spruce"); all'inizio del XIX secolo già si commercializzavano prodotti con tale resina che, gradualmente, fu sostituita con cere di parafina. Ma solo alla metà del IX secolo avvenne, in maniera insolita, l'invenzione del chewing gum. Antonio Lopez ana, vincitore della battaglia di Alamo, cercava un prodotto economico per dotare di gomme le ruote dei carri. Così affidò il progetto ad un inventore di New York, tale Thomas Adams. Questi scoprì che con il lattice estratto dalla sapotilla si poteva produrre, impiegando cera di parafina un'ottima gomma da masticare. Finchè, nel 1880, un venditore di pop-corn di Cleveland riuscì a trattenere a lungo gli aromi che venivano aggiunti, e ciò grazie allo sciroppo di glucosio: soprattutto il suo chewing gum all'olio di menta peperita (peppermint) ebbe un successo enorme. La notizia rimbalzò negli Stati Uniti, e un prodotto rovolto ai bambini conquistò anche gli adulti. Durante i due conflitti mondiali il suo consumo crebbe specie fra i militari. In Italia, come in altri paesi, il chewing gum si è diffuso nel secondo dopoguerra, assieme all'importazione di stili e modelli di vita made in USA.
Fonte: Giornale dell'odontoiatria